GP Australia 2011, la cronaca essenziale

Le prove di qualificazione di Melbourne sono state trattate qui.

Sulla griglia di partenza, tutti i primi 10 piloti in griglia sarebbero obbligati a partire con gomme morbide (vale a dire quelle con le lettere gialle), usate ieri in Q3. A differenza del 2010, però, tali gomme devono essere usate: per Ferrari e Red Bull-Renault, saranno probabilmente quelle usate un solo giro ieri in qualifica.C’è un bel sole, e nessuna minaccia di pioggia. Non vedremo le HRT in gara, nonostante abbiano chiesto “clemenza” ai commissari. Sarà difficile vederli in gara, a questo punto, in questa stagione.

Allo start, Vettel ed Hamilton mantengono le prime due posizioni, poi Webber e Petrov sono terzi e quarti alla prima curva. Brutta partenza di Alonso, che oltre a venire superato da Massa (Felipe è quinto alla fine del primo giro), viene toccato dalla Mercedes di Michael Schumacher. Fernando non accusa danni, ma si trova in nona posizione. Barrichello fa un’escursione nella sabbia (devono piacergli le spiagge australiane, visto che si è insabbiato pure ieri), ma stavolta non si ritira. Schumacher ed Alguersuari vanno ai box a fine primo giro, e Schumi cambia l’ala anteriore e mette subito le gomme dure. Button si trova sesto, con Felipe Massa davanti. Dal terzo giro viene abilitato il sistema DRS. Tale sistema consente, in un punto preciso della pista, di abbassare automaticamente l’ala posteriore, per guadagnare velocità e tentare sorpassi. Sembra la classica cosa complicata per dare vantaggi risibili. Alonso passa Kobayashi ed è ottavo. Bella lotta tra Massa e Button, con Jenson che si lamenta per i cambi di traiettoria del ferrarista. Maldonado passa Kovalainen ed è sedicesimo. All’ottavo giro Buemi passa di Resta, ed è decimo. Maldonado si ritira all’undicesimo giro. Nello stesso passaggio Massa viene passato da Jenson Button, il quale taglia anche un pezzo di chicane (Hill). Il fatto viene messo sotto indagine. Button chiede un parere al muretto, il quale ovviamente non decide. Massa, poi, fa passare (ora gli ordini di scuderia sono tornati validi, senza ipocrisie alla “risparmia carburante” o “lui è più veloce di te”) anche Alonso, che nel frattempo ha recuperato posizioni. Webber va ai box nello stesso giro. Massa un giro dopo. Il tempo di ripartire, e Felipe passa Perez (sarà che è un pilota della serie junior Ferrari, ma non sembra molto combattivo nei confronti del ferrarista brasiliano…). Hamilton cede il comando della gara a Vettel (che fa il miglior giro) andando ai box.
Vettel effettua un pit stop rapidissimo, al 15° giro, mentre a Button viene comminato un drive thru per aver guadagnato una posizione tagliando una chicane e non restituendola subito. Button sconta la sua penalità nel 18° passaggio. Vettel sta lentamente creando un gap, che al 19° giro ammonta a sei secondi circa. Button effettua la sua sosta nel 20° giro. Una Virgin si ferma poco dopo, mentre Kovalainen si ritira al 22° passaggio. Barrichello guadagna la nona posizione dopo un sorpasso ai danni di Kobayashi. Schumacher, doppiato, lascia passare i duellanti, e poco dopo si ritira. Le cose non vanno bene in casa Mercedes, con Rosberg che deve pure difendersi da Barrichello. Il brasiliano, tentando disperatamente il sorpasso ai danni di Nico, forza un sorpasso e Rosberg, “chiudendo la porta” non se lo aspetta ed il contatto è inevitabile. Rubens si gira e viene sfilato da diverse vetture. Rosberg si ritira poco dopo. Gara da buttare per le Mercedes. Button passa Kobayashi usando l’ala mobile (il nipponico usa il KERS, ma non riesce a difendersi). Webber rientra al 26° giro cedendo il terzo posto a Petrov. Le gomme dure non sembrano essere molto performanti, almeno sulle Red Bull-Renault: dopo solo 15 giri con le “dure” Mark è rientrato. A Barrichello viene comminato un drive thru per aver causato l’incidente  (ed il ritiro) di Rosberg. Rubens sconta la penalità al trentesimo giro. Alonso effettua il miglior giro a metà gara. Escursione di Hamilton alla prima curva nel 34° giro. Nell’uscita, danneggia il fondo piatto, che si stacca in un paio di punti e tocca ripetutamente il suolo. Si vedono le famose “scintille” dal retrotreno mentre Hamilton prosegue. Vedremo se la McLaren prenderà provvedimenti. Solo un cambio gomme per Hamilton, che prosegue, nel trentasettesimo passaggio. Gomme dure anche per Petrov ed Alguersuari. Dureranno 21 giri?
Nel frattempo Alonso incalza Webber per tentare di conquistare il podio. A 20 giri dalla fine anche Button passa alle gomme dure. Alonso dovrà comunque ancora fermarsi per mettere le gomme dure. Inizia quindi un lungo pressing dell’asturiano sul pilota della Red Bull. Mark decide di rientrare ai box al 42° passaggio, ed effettuare la terza sosta. Gomme morbide, ovviamente, e pista libera per Fernando. “Lungo” di Webber poco dopo il rientro. Nel frattempo, Sergio Perez ha fatto il giro più veloce, e vede Jenson Button. Però, questo messicanino della Sauber! Ottimo esordio!
Alonso si accorge dell’errore di Webber e decide di tentare il pit stop. Rientrando in pista, è davanti, ma ha gomme fresche (benché dure). Si tiene piuttosto largo alla prima curva, ma non compie grossi errori. Nel frattempo, Webber fa il giro più veloce e si piazza, dopo poche curve, negli scarichi di Fernando. Alonso si riprende il miglior giro (con le gomme dure!) e prosegue la battaglia. La Red Bull sembra continuare a non (poter?) usare il KERS. Button passa Massa a 10 giri dalla fine. Stavolta senza tagliare pezzi di pista. E così Felipe si trova il possibile suo sostituto 2012-3 in Ferrari, Sergio Perez, negli scarichi. E decide di andare ai box e riprendere le morbide. Perez ha fatto una sola sosta, ricordiamolo.
Barrichello si ritira a sette giri dal termine, e nello stesso passaggio Massa fa il giro più veloce e si mette a pressare Buemi. Ma la Toro Rosso sembra essere un osso duro. Alonso, nel frattempo, cerca di scacciare i fantasmi di Abu Dhabi: rimase giri su giri dietro Vitaly Petrov, senza riuscire a passarlo. Anche qui l’asturiano si trova dietro il russo, che è al momento terzo. Nel frattempo Massa passa Buemi alla prima curva, e mancano quattro giri al termine. Alonso cerca di mettersi negli scarichi del pilota della Renault (la chiameremo così fin quando non si risolverà la querelle legale con la Lotus per l’utilizzo del nome). Nulla da segnalare fino al traguardo.

L’ordine d’arrivo: Sebastian Vettel vince davanti a Lewis Hamilton, poi Vitaly Petrov sul podio. Quarto Alonso, che non è riuscito ad acchiappare il russo. Quinto Webber (che rientra subito, tagliando la corsia dei box). Sesto Button, poi Perez, Kobayashi, Massa e Buemi decimo, tutti piloti a punti.

Giro più veloce: il 55° di Massa, con 1’28″947.

Mondiale piloti: in testa Vettel, con 25 punti, Hamilton 18, Petrov 15, Alonso 12, Webber 10, Button 8, Perez 6, Kobayashi 4, Massa 2 e Buemi 1.

Campionato costruttori: Red Bull 35 punti, McLaren 26, Renault 15, Ferrari 14, Sauber 10 e Toro Rosso 1.

Prossima gara di F.1 a Sepang, per il GP di Malesia, il 10 Aprile.

A rileggerci su queste pagine!

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