GP Malesia 2011, la cronaca essenziale (Qualifiche)

Eccoci sul primo “Tilkodromo” della stagione 2011, Sepang. Nelle libere del venerdì, Mark Webber è stato visto circolare a bordo di un missile, la sua Red Bull-Renault: nelle prime libere ha affibbiato a tutti più di un secondo e sei decimi. Nel pomeriggio del venerdì il “missile” è tornato sulla terra, ma Webber ha comunque primeggiato, sebbene di solo 5/1000 sul secondo (nelle prime libere Hamilton, Button nelle seconde). Ferrari sempre sesta con Massa e nona con Alonso.
Nelle libere del sabato Lewis Hamilton è riuscito a primeggiare, ma Webber non è stato comunque da meno, finendo secondo a 29 centesimi. Ferrari sempre “in difesa” con Alonso sesto e Massa ottavo.
Per questo weekend di gara il gommista ha deciso di adoperare gomme dure (riconoscibili dal marchio del gommista in lettere color argento) e le morbide (con lettere gialle, e stavolta con una linea color oro sul battistrada). Le mescole (non contigue fra loro in quanto in mezzo ci sono le “medie”) corrispondono pienamente alla loro funzione. Le morbide sono più veloci di circa un secondo, ma probabilmente dureranno circa 10 giri, salvo piloti particolarmente attenti. C’è una possibilità di pioggia verso la fine delle qualifiche. E qui, quando piove, diluvia, basta ricordarci il “grande diluvio” del 2009.
La Red Bull-Renault, come se ce ne fosse bisogno, dovrebbe adoperare il KERS, vedremo se fornirà miglioramenti prestazionali apprezzabili. La HRT sembra essere più competitiva, dopo aver cambiato l’alettone anteriore: il 107% potrebbe essere stavolta alla portata di Liuzzi e Kartikeyan.

Quando mancano circa 12′ alla fine della Q1, dalla Toro Rosso di Buemi si stacca la pancia laterale sinistra (o “sidepod“, per quelli pratici): il pezzo (praticamente un terzo di copertura) resta in pista: bandiera rossa, e qualifiche sospese per rimuovere il detrito.
Non passano la Q1: Pastor Maldonado con la Williams (18°), le Lotus di Kovalainen (19°) e Trulli (20°), le Virgin (o Marussia-Virgin, come sarebbe più corretto) di Glock (21°) e d’Ambrosio (22°) e le due HRT di Liuzzi (23°) e Karthikeyan (24°), ma stavolta saranno in gara in quanto hanno dato circa un secondo al “taglio” del 107%.
Massa ha fatto il miglior tempo con le morbide, mentre Vettel ha fatto solo un run: i top team hanno cercato di “nascondersi” anche in questa sessione.

Si fa sul serio in Q2, ed i valori in campo si vedono: Button, Hamilton, Vettel, Webber, Alonso, Rosberg e Massa sono i primi sette alla fine della Q2.
Non passano la Q2 la Mercedes di Michael Schumacher (11°, come in Australia), le Toro Rosso di Sébastien Buemi ed Jaime Alguersuari (12° e 13°), lo scozzese Paul di Resta su Force India (14°), la Williams di Rubens Barrichello è 15°, mentre la Sauber del messicano Sergio Perez è 16°, davanti all’altra Force India di Adrian Sutil (17°).

Ecco i tempi dei primi 10 nell’ultima sessione:

Pilota    Tempo
1.  Vettel      1’34″870
2.  Hamilton    1’34″974
3.  Webber    1’35″179
4.  Button      1’35″200
5.  Alonso    1’35″802
6.  Heidfeld    1’36″124
7.  Massa    1’36″251
8.  Petrov    1’36″324
9.  Rosberg    1’36″809
10. Kobayashi    1’36″820

Nei 10 minuti della Q3, solo i piloti McLaren e Red Bull fanno due run, in virtù del set di gomme risparmiato nelle manche precedenti. Lewis Hamilton mette subito in riga tutti con un 1’35” netti, 122/1000 davanti a Vettel. Poi Webber e Button. Gli altri stanno a guardare fino a due minuti dalla fine, poi “sparano tutto” con il loro set di morbide rimasto.
Nell’ultimo run, Hamilton si migliora, ma Vettel, con un 1’34″870, conquista meritatamente la pole position. Ma Red Bull-Renault e McLaren-Mercedes sono di un altro pianeta, e la Ferrari di Alonso appare il leader di un campionato a sé stante: oggi ha beccato sei decimi. Si preannuncia un campionato “di rincorsa” per Maranello.
Per domani è prevista pioggia. Vedremo come se la caveranno i piloti, visto che tutti hanno praticamente esperienza zero con le nuove gomme da pioggia.

A domani per la cronaca della gara!
A rileggerci su queste pagine!

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