GP Singapore 2011, la cronaca essenziale

Le prove ufficiali di Singapore sono state discusse qui.

Sulla griglia di partenza, si segnalano interventi sul KERS di molte vetture. I cordoli sono stati rivisti e controllati quasi tutti, visto che erano fonte di preoccupazioni da parte di tutti i piloti.Il gommista ha portato ha portato gomme morbide (che saranno le “dure”, qui, e che hanno il “marker” giallo) e le super-morbide (che faranno da “morbide”, ed hanno il segno rosso). Gap prestazionale di circa un secondo al giro fra le due mescole. 61 giri su questo tracciato cittadino di 5.073 m.
Previste due soste per quasi tutti, alcuni (specie nelle prime posizioni) tenteranno una gara-sprint con tre soste. I primi 7 piloti partono con le super-soft, perché sono quelle che hanno usato ieri in qualifica, Paul di Resta parte con le “dure”.
Il DRS è attivabile in un punto, tra la curva 3 (punto di rilevamento) e tra la 5 e la 7 (punto di attivazione).

Allo start, Vettel conserva agevolmente la testa del gruppo, Webber sbaglia anche stavolta e cercando di difendersi da Hamilton viene passato da Alonso alla prima curva. Rosberg taglia la prima chicane superando Massa, ma nel corso del giro restituisce correttamente la posizione. Button è secondo, Alonso terzo, Webber quarto. Schumacher ha passato Hamilton. Trulli ha preso tre posizioni.
Ricciardo si tampona con Glock e va ai box al terzo giro. Hamilton passa Schumacher usando il DRS al quarto giro. E’ settimo. Ma dovrà fare una diversa strategia in quanto, a causa di una foratura in qualifica, ha un set di gomme in meno. Un giro dopo passa anche Rosberg. Alonso, Webber e Massa sono tutti e tre in due secondi. L’australiano attacca e passa al 10° giro Alonso, che decide di rientrare ai box alla fine del giro. Schumacher segue la stessa strategia, mentre Rosberg ha cambiato due giri prima. Fernando rientra undicesimo.
Massa, nel frattempo, viene tallonato da Lewis Hamilton. Timo Glock fa un testacoda alla curva 18 e rovina la sospensione anteriore: ritiro inevitabile. Massa ed Hamilton vanno ai box al 12° giro, e riemergono nello stesso ordine. Ma per poco: Hamilton tenta dopo poche curve l’attacco e si distrugge mezzo alettone anteriore sulla posteriore destra, chiudendo male la traiettoria. Forando la gomma a Felipe, stavolta piuttosto incolpevole.
Alonso è riuscito a superare ai box Webber, mentre Massa riparte dopo aver fatto un cambio gomme. Hamilton non si è fermato, e viene messo sotto indagine (“causing a collision”?)
Hamilton cambia muso e gomme al 14° passaggio, un giro dopo è la volta di Vettel e Button che riemergono nelle prime due posizioni, immutato l’ordine. Drive thru per Hamilton al 15° giro. Stavolta i commissari sono stati efficaci. Peccato che Massa sia 20° e Hamilton 16°.
Nelle retrovie, Kobayashi perde due posizioni subendo i sorpassi da parte di Schumacher e Sutil. Vettel è scatenato e spara già un giro più veloce dopo la sua prima sosta. Alonso mette nel mirino Paul di Resta: deve difendersi da Webber, che continua a guadagnare. Entrambi (Paul e Fernando) hanno le dure. Alonso passa di Resta alla curva 7, usando il DRS, nel corso del 19° passaggio. Si guadagna così il podio. Paul di Resta cambia subito le gomme, e mette le super-soft. Rientra in 8^ posizione, la stessa di partenza.
Massa passa Buemi ed è 12° al 21° passaggio. Trulli fa una doppia sosta (la seconda dovuta ad un contatto con Alguersuari) e si rovina la gara, piombando in penultima posizione. I due vengono messi sotto indagine. Hamilton passa Kobayashi il giro successivo. E’ quattordicesimo e piuttosto demoralizzato, e deve salvaguardare le proprie gomme.
Al 23° passaggio Webber comincia ad attaccare ancora Fernando Alonso. Massa subisce il sorpasso da parte di Hamilton al 24° passaggio, stavolta senza contatti. Felipe rientra subito ai box per la sua terza sosta. Alonso subito dopo. E mette le soft, cedendo la posizione a Webber. Rientra in quarta posizione. Hamilton passa pure Barrichello, e raggiunge la zona punti.
Vettel continua a martellare, ed ha 20″ di vantaggio su Button, secondo. Prima Schumacher e poi Massa migliorano il giro più veloce. Direi che la pista si stia gommando, e quindi velocizzando.
Di nuovo Alonso cerca di ricucire il gap che lo separa da Webber: rientra sui 25″, dall’australiano, e quindi (considerato che ci voglion 29″ per entrare e uscire) il sorpasso ai box sembrerebbe cosa fatta.
Sembrerebbe, perché Michael Schumacher, tentando di superare Perez (passato da Rosberg poco prima non senza difficoltà, complice un contatto), tampona il messicano e si “spalma” sulla barriera di gomme in fondo alla curva. E’ safety car, e siamo a metà gara (30 giri su 61). Tutti i primi, tranne Alonso, si fermano ai box. Comincia quindi una seconda gara, “sprint” se vogliamo. Un bel po’ di detriti sparsi qua e là, ed un’inquietante strisciata che punta dritta verso le barriere.
La safety car rientra alla fine del 33° giro. La “rolling start” vede le posizioni di testa conservate. Solo altri doppiaggi (Alonso su Kovalainen). Vettel scappa di nuovo, mentre Webber passa Alonso al 34° giro alla chicane. Bella mossa. E questo mentre Vettel si è scrollato di dosso il traffico ed ha già messo tra sé e Button 8 secondi! Quando raggiunge i 10″, dai box gli viene chiesto di risparmiare un po’ le gomme. Hamilton passa Sutil (che non chiude troppo) alla curva 8 del 37° passaggio: è settimo. Lewis si beve anche Rosberg dopo poche curve. Paul di Resta è nel mirino.
La safety car ha rimesso quindi in gioco Hamilton, che ora appare decisamente in palla. Kobayashi viene messo sotto indagine per aver ignorato le bandiere blu. E si becca un drive thru. Hamilton si avvicina anche ad Alonso. Diverso tipo di gomme fra i due: Lewis ha le supermorbide, e quindi dovrà ancora fermarsi. Alonso, con le morbide, potrebbe teoricamente finire la gara. Ed il gap fra i due è ancora di circa 13 secondi. Solo al 40° giro viene messo sotto indagine il contatto tra Perez e Rosberg nella chicane (avvenuto al 30° giro). La faccenda viene considerata un normale contatto di gara. L’impatto tra Schumacher e Perez verrà analizzato dopo la gara.
Kobayashi va ai box al 42° giro, per scontare la penalità, mentre Massa ci va per la sua quarta sosta. Hamilton viene “smascherato” in un team radio al 46° giro: dovrà fermarsi ancora una volta. Ed Alonso riguadagna, giusto per essere sicuro. Webber transita ai box al 48° passaggio, cedendo il terzo posto ad Alonso ed il quarto ad Hamilton. Mark mette le super-soft. E passa Hamilton in accelerazione nel corso del 49° passaggio. Hamilton va subito ai box, mette le soft e riparte. Button l’ha anticipato di poco, mettendo però le supermorbide.
Vettel si ferma per mettere le supermorbide anche lui quando mancano 12 giri al termine. Per poco non impatta con una Lotus (“unsafe release”? Lo sapremo dopo la gara). Alonso mette le dure e rientra in quarta posizione. Hamilton passa Perez a 10 giri dalla fine. Passa pure Sutil poco dopo. E’ settimo. Trulli si ritira, problemi al motore della sua Lotus.
Per Hamilton è la volta di passare Rosberg, per la sesta posizione. Lo passa in accelerazione prima della curva 6. Bel sorpasso. Nel frattempo Alonso nota che Webber sta rallentando, e si mette in caccia del podio. Possibile “drop-off” per le gomme dell’australiano?
Hamilton passa anche Paul di Resta nel 53° giro: quinto posto per Lewis. Webber nel frattempo ci smentisce migliorando i suoi tempi. Button fa il miglior giro (1’48″454!) al 54° passaggio, e si galvanizza: le sue gomme supermorbide fan sì che possa tentare l’attacco a Vettel intorno all’ultimo giro. La lotta a distanza tra i due continua, con Vettel che inserisce qualche doppiato (le Williams) fra sé e Jenson.
Ma c’è ancora suspence: Jaime Alguersuari perde il controllo sotto il tunnel e impatta (senza grossi danni): bandiere gialle esposte, ma probabilmente nessuna safety car: mancano circa 3′ alla fine delle due ore. Massa supera Perez, e prende il nono posto. Proprio mentre sopraggiunge Vettel, che doppia i due piloti in lotta. La gara si risolve in volata, con Bastian davanti a Jenson per meno di due secondi!

L’ordine d’arrivo: Sebastian Vettel vince davanti a Jenson Button; sul podio anche Mark Webber. Quarto Fernando Alonso. Quinto Lewis Hamilton, davanti a Paul di Resta (miglior risultato quest’anno, e quindi in carriera), poi Rosberg, Sutil, Massa (quasi invisibile dopo la foratura) e Perez.

Giro più veloce: il 54° di Button, con 1’48″454.

Mondiale piloti: Vettel è ad un solo punto dal secondo titolo mondiale con 309 punti, Button è secondo con 185, e supera di un punto Fernando Alonso; Mark Webber è quarto con 182. Quinto Hamilton, con 168; poi Massa (84), Rosberg (62), Schumacher (fermo a 52), Heidfeld e Petrov (34).

Mondiale costruttori: Red Bull 491 punti, McLaren 353, Ferrari 268. Mercedes (114) quarta davanti alla Renault (70). La Force India (48) consolida il suo margine sulla Sauber (36), Toro Rosso (29), e chiude la Williams (sempre a 5 punti).

Prossimo appuntamento con la F.1 a Suzuka per il GP del Giappone, il 9 ottobre.

A rileggerci su queste pagine!

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