Valentino, che pena!

Non lo dico con ironia, ma con profondo dispiacere: è una pena vedere Valentino Rossi correre (eufemismo) gare come quella di ieri sera. Ultimo in qualifica e praticamente ultimo in gara, non rende giustizia al campione che è stato, continuare così non ha senso.

Purtroppo Valentino è incappato in una scelta nella sua carriera che è risultata più grande di lui, ed ora ne sta pagando care le conseguenze.

Passato in 500 con la ottima Honda, è approdato alla mediocre Yamaha, facendola vincere subito, quando è andato in Ducati tutti si aspettavano che facesse lo stesso, invece… Anche perchè l’equazione agli occhi dei più è semplice: Stoner ha vinto con la Ducati, lui no, Stoner passa in Honda e vince.

Ovviamente la questione è più complessa e lungi da me il solo pensare che la carriera di Stoner possa essere paragonata a quella di Valentino, ma la gente ha la memoria corta e tende a ricordare solo quello che ha davanti agli occhi, o poco più.

Ieri sera sembrava che Rossi se ne fosse andato dal circuito, tanto che nel dopogara non lo trovavano, ma quasi sul finire della trasmissione di Cereghini & Co., eccolo che appare. Mi sarei aspettato le solite battutine e sdrammatizzazioni che lo caratterizzano, invece no: ci è andato giù duro, nei limiti che il “protocollo di corte” attuale permette.

Ha detto senza mezzi termini che la moto non gli piace, non riesce a farla andare, che aveva anche pensato di ritirarsi dalla gara e che, comunque, la motivazione è sotto i tacchi, perchè non è abituato a lottare per obiettivi così modesti. Ha aggiunto che ha finito la speranza, l’anno scorso.

Ducati avrebbe quanto basta per metterlo alla porta, chissà. Io ovviamente sogno un suo approdo in Superbike, ma è praticamente impossibile, vuoi perchè lui ha sempre disprezzato la categoria, vuoi perchè (immagino) deve qualcosa alla Dorna, che in passato gli ha fatto non pochi favori; fatto sta che così ci perdono tutti.

La Ducati difficilmente si scrollerà di dosso la fama di pessima moto inguidabile, Rossi ha la carriera e reputazione fortemente compromessa, e la MotoGP in Italia (e non solo) interesserà sempre a meno persone.

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