Gp Spagna 2016, la cronaca essenziale

Dopo il GP di Russia, la Red Bull decide di promuovere Max Verstappen, o meglio, decide di far indietreggiare Daniil Kvyat in Toro Rosso, lasciando il sedile del compagno di team di Ricciardo libero per l’olandese.

Le qualifiche lasciano ben poco spazio all’immaginazione: la Mercedes si assicura la prima fila, con Hamilton che stacca di due decimi Rosberg. Più interessanti le posizioni dietro ai soliti due: le Red Bull occupano l’intera seconda fila, relegando in terza le incredule Ferrari, protagoniste effimere del venerdì, salvo precipitare ad oltre un secondo dalla pole al sabato.

Questa flessione prestazionale delle rosse si rivela un fattore decisivo per le sorti del GP, perché al via le imprendibili Mercedes entrano in contatto tra loro e la gara è ristretta alle suddette Red Bull e Ferrari.

Il fattaccio accade tra la curva tre e la curva quattro: Rosberg ha sopravanzato Hamilton alla prima staccata, ma sta affrontando la gara con una mappatura motore sbagliata. Se ne accorge proprio mentre accelera nella lunghissima curva tre, cambia il settaggio, ma il suo iniziale calo di potenza consente ad Hamilton di sperare in un attacco all’interno.

Rosberg non ci sta: chiude la porta, Hamilton si trova sull’erba ed entra in testacoda, ripiombando sul compagno, eliminando così entrambe le Mercedes dopo pochi secondi di gara.

Via libera a Red Bull e Ferrari: i due team sono molto vicini tra loro, è una questione di secondi, di decimi, e la strategia per vincere è determinante.

Dopo le prime soste, nulla cambia, e l’ordine che si era stabilito dopo il via, Ricciardo-Verstappen-Vettel-Raikkonen, è invariato. Notoriamente è difficile sorpassare al Catalunya, quindi ci si deve inventare qualcosa ai box.

I due muretti prendono le stesse decisioni: uno dei due piloti effettuerà una strategia a due soste, l’altro a tre, nella speranza di sopravanzare i rivali nel caso della Ferrari, di mantenere invece le posizioni nel caso Red Bull.

Dopo la promozione in Red Bull e l’incidente delle Mercedes, ecco un altro segno del destino per Verstappen: la sua è la strategia giusta, non quella del compagno, che dopo aver condotto nella prima fase, finisce dietro alle due Ferrari. Stessa sorte per Vettel, sopravanzato da Raikkonen.

Max si ritrova quindi in testa, tallonato da Kimi, tuttavia impotente, in quanto la trazione in uscita dall’ultima, lentissima, “S” è tutta a favore della Red Bull, che in questo modo guadagna lo spazio necessario per rimanere al sicuro nel lungo rettilineo d’arrivo, nel quale la Ferrari non riesce ad avvicinarsi, nonostante il vantaggio del DRS.

Verstappen va quindi a vincere, diventando il pilota più giovane della storia a conquistare un GP. Raikkonen è secondo, mentre al terzo posto finisce Vettel: il tedesco negli ultimi giri è insidiato da Ricciardo, che tuttavia fora a due giri dalla fine.

Musi lunghi in Mercedes, ma niente accuse o responsabilità: il solo Lauda tuona contro Hamilton, ma da Toto Wolff arrivano parole di distensione. Un incidente di gara: per quel che può valere, la pensano così anche i commissari, che non comminano sanzioni ai due.

La botta tra i due Mercedes si rivela anche una botta di fortuna per la Formula 1: una gara avvincente, con due team che se la giocano sul filo dei decimi ed il più giovane vincitore nella storia.

Una boccata d’aria per un ambiente sempre più appiattito sulla supremazia Mercedes: la “minaccia” (le virgolette sono d’obbligo) di inizio anno della Ferrari, unica rivale delle frecce d’argento, sembra svanire al passare di ogni gara.

Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 33  Max Verstappen Red Bull/TAG Heuer 66 1:41’40.017
2 7  Kimi Räikkönen Ferrari 66 1:41’40.633 0.616
3 5  Sebastian Vettel Ferrari 66 1:41’45.598 5.581
4 3  Daniel Ricciardo Red Bull/TAG Heuer 66 1:42’23.967 43.950
5 77  Valtteri Bottas Williams/Mercedes 66 1:42’25.288 45.271
6 55  Carlos Sainz Toro Rosso/Ferrari 66 1:42’41.412 1’01.395
7 11  Sergio Pérez Force India/Mercedes 66 1:42’59.555 1’19.538
8 19  Felipe Massa Williams/Mercedes 66 1:43’00.724 1’20.707
9 22  Jenson Button McLaren/Honda 65 1:41’42.447 1 Giro
10 26  Daniil Kvyat Toro Rosso/Ferrari 65 1:41’45.762 1 Giro
11 21  E.Gutiérrez Haas/Ferrari 65 1:41’53.405 1 Giro
12 9  Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 65 1:42’21.247 1 Giro
13 30  Jolyon Palmer Renault 65 1:42’26.844 1 Giro
14 12  Felipe Nasr Sauber/Ferrari 65 1:42’30.164 1 Giro
15 20  Kevin Magnussen Renault 65 1:42’39.630 1 Giro
16 94  Pascal Wehrlein Manor/Mercedes 65 1:42’54.927 1 Giro
17 88  Rio Haryanto Manor/Mercedes 65 1:43’09.675 1 Giro
(15) 8  Romain Grosjean Haas/Ferrari 56 1:28’54.836 Freni
(12) 14  Fernando Alonso McLaren/Honda 45 1:11’26.464 Power Unit
(12) 27  Nico Hülkenberg Force India/Mercedes 20 32’51.102 Perdita d’olio
44  Lewis Hamilton Mercedes 0 Incidente
6  Nico Rosberg Mercedes 0 Incidente
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