Gp Monaco 2016, la cronaca essenziale

La pole a Monaco è appannaggio di Ricciardo: oltre alla classe del pilota, il beneficio di un rinnovato motore Renault che eroga una ventina di cavalli in più.

Al via piove: la direzione gara opta –ovviamente- per un avvio dietro Safety Car. I piloti viaggiano per 7 giri a velocità controllata, ed alla partenza reale Ricciardo scappa via, mentre nelle retrovie, un Raikkonen penalizzato di cinque posizioni per la sostituzione del cambio, schianta subito la sua Ferrari al Loews. Cerca di proseguire, ma l’ala anteriore si è incastrata sotto la monoposto: desiste dopo il tunnel.

Rosberg, dietro a Ricciardo, non riesce a tenere il passo e sta condizionando la gara del compagno: è talmente lento che dal box gli ordinano di far passare Hamilton. È una mossa decisiva, perché Hamilton riesce a tenere il ritmo di Ricciardo, mentre Rosberg naufraga a centro gruppo e lo si rivedrà solo all’arrivo, in mezzo a vetture di secondo piano.

Hamilton invece gioca una carta estremamente rischiosa: mentre tutti passano dalle wet alle intermedie, lui non cambia gomme, resta sulle wet, per poi passare subito alle gomme da asciutto.

Una mossa quasi vincente: il quasi è dato dal fatto che Ricciardo, in condizioni normali, potrebbe mantenere la testa, ma quando è il suo turno di calzare le gomme da asciutto, al box, clamorosamente, non sono pronti.

Un disastro: Ricciardo perde una decina di secondi nella sosta, quanto basta ad Hamilton per passargli sotto il naso mentre sta uscendo dai box.

La gara finisce lì: i due viaggiano uno in coda all’altro, ma a Monaco non si passa. Nemmeno le varie micro-neutralizzazioni della Virtual Safety Car cambiano l’ordine delle cose.

Terzo è Perez con la Force India, a cui la lotteria dei pit stop dice bene, mentre Rosberg, come scritto più sopra, finisce solo settimo, subendo addirittura l’umiliazione di venir sorpassato in pista all’ultimo giro da Hulkenberg quando comincia a cadere qualche goccia di pioggia.

Da segnalare la frustrazione di Vettel: in qualifica non si migliora nel secondo run perché la vettura scivola e lui impreca via radio. In gara è quarto, senza acuti.

Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 44  Lewis Hamilton Mercedes 78 1:59’29.133
2 3  Daniel Ricciardo Red Bull/TAG Heuer 78 1:59’36.385 7.252
3 11  Sergio Pérez Force India/Mercedes 78 1:59’42.958 13.825
4 5  Sebastian Vettel Ferrari 78 1:59’44.979 15.846
5 14  Fernando Alonso McLaren/Honda 78 2:00’54.209 1’25.076
6 27  Nico Hülkenberg Force India/Mercedes 78 2:01’02.132 1’32.999
7 6  Nico Rosberg Mercedes 78 2:01’02.423 1’33.290
8 55  Carlos Sainz Toro Rosso/Ferrari 77 1:59’30.797 1 Giro
9 22  Jenson Button McLaren/Honda 77 1:59’48.183 1 Giro
10 19  Felipe Massa Williams/Mercedes 77 1:59’51.819 1 Giro
11 21  E.Gutiérrez Haas/Ferrari 77 2:00’46.520 1 Giro
12 77  Valtteri Bottas Williams/Mercedes 77 2:00’55.595 1 Giro
13 8  Romain Grosjean Haas/Ferrari 76 2:00’47.073 2 Giri
14 94  Pascal Wehrlein Manor/Mercedes 76 2:01’04.804 2 Giri
15 88  Rio Haryanto Manor/Mercedes 74 1:59’41.780 4 Giri
(15) 9  Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 51 1:26’41.143 Incidente
(16) 12  Felipe Nasr Sauber/Ferrari 48 1:22’30.289 Incidente
(9) 33  Max Verstappen Red Bull/TAG Heuer 34 59’42.672 Testacoda
(19) 20  Kevin Magnussen Renault 32 59’18.315 Testacoda
(20) 26  Daniil Kvyat Toro Rosso/Ferrari 18 36’32.192 Incidente
(11) 7  Kimi Räikkönen Ferrari 10 21’12.395 Testacoda
(16) 30  Jolyon Palmer Renault 7 15’38.240 Testacoda
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