Gp Gran Bretagna 2016, la cronaca essenziale

Ennesima prima fila Mercedes a Silverstone, gara che segna il passaggio di consegne tra la Ferrari e la Red Bull come seconda forza del campionato, ma non quale sfidante Mercedes: tra il poleman Hamilton ed il terzo in griglia, Verstappen, c’è un secondo ed un decimo.

La Ferrari si qualifica quinta con Raikkonen, a un secondo e sei, mentre Vettel è già condannato alla vigilia, per una nuova sostituzione del cambio che lo vede solo undicesimo in griglia.

Il Gran Premio di Hamilton comincia in discesa: uno scroscio d’acqua prima del via, unito all’ormai abituale partenza dietro safety car –criticatissima da piloti ed appassionati in questa circostanza- lo mette al riparo dal suo unico punto vulnerabile visto quest’anno: la partenza.

Lewis mantiene il comando quando la safety car rientra ai box, seguito da Rosberg e Verstappen: i primi sette-otto giri sono caratterizzati dalla cautela, i piloti sanno che devono passare alle intermedie e non ci sono scossoni in classifica.

Il secondo momento chiave è l’approssimarsi del secondo cambio gomme, quello che porterà tutti sulle slick: in questo frangente Max Verstappen tira fuori dal cilindro ancora una volta una delle sue mosse a sorpresa. Approfittando di un’indecisione di Rosberg a Becketts, lo infila all’esterno uscendo da Chapel, guadagnando la seconda posizione.

Con quest’ordine si arriva alla suddetta sosta, dalla quale i leader escono nello stesso ordine, e si andrà alla fine: tutti montano le gomme dalla mescola più dura ed alla vigilia la Pirelli ha diramato le strategie consigliate, non solo, ha anche fissato un numero massimo di giri per ogni mescola, in seguito alla foratura di Vettel in Austria.

Hamilton a questo punto ha un vantaggio di 6-7 secondi su Verstappen, che a sua volta ha 4-5 secondi su Rosberg, ma il tedesco, quando le condizioni della pista smettono di essere insidiose, a poco a poco si fa sotto, vista l’ovvia superiorità del mezzo.

L’aggancio al 31° giro, ma il sorpasso non è cosa immediata: Rosberg impiega 8 passaggi per prendere le misure ed infilare Max all’esterno della Stowe; la reazione dell’olandese è vana.

Rosberg quindi prova a chiudere su Hamilton, ma nel finale ha problemi al cambio: non può usare la settima, passando dalla sesta all’ottava, perdendo visibilmente terreno e finendo nelle grinfie di Verstappen.

Intervengono via radio e gli dicono cosa fare per sbloccare la situazione, cosa proibita dal regolamento (ed anche alla luce di quanto accadde ad Hamilton e Raikkonen a Baku), e Nico ricomincia a spingere: conserva la seconda posizione, ma finisce sotto investigazione.

Hamilton vince agevolmente, rispondendo colpo su colpo quando i rivali provano ad avvicinarsi: Rosberg è secondo e Verstappen subito dietro. Naufragio Ferrari, con Raikkonen quinto a un minuto e dieci e Vettel quasi doppiato.

L’ordine d’arrivo viene modificato dopo l’inevitabile penalità a Rosberg: i 10 secondi rifilati al tedesco elevano Verstappen in seconda posizione. Questo scambio di posizioni tra i due fa sì che Hamilton lasci il circuito di casa con un solo punto di svantaggio dal compagno di team in classifica mondiale.

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