Gp Germania 2016, la cronaca essenziale

Poco prima dell’inizio del weekend una tegola si abbatte sulla Ferrari: James Allison lascia, ed il suo ruolo viene ricoperto da Mattia Binotto (capo reparto motori). Al suo arrivo, Allison era stato additato come l’uomo che poteva portare la Ferrari sulla retta via, ma le due entità non sono riuscite mai ad integrarsi e la morte della moglie di Allison nel mese di marzo, secondo i bene informati, ha accelerato il divorzio.

Questa partenza, unita al nervosismo crescente mostrato da Arrivabene e dai piloti, getta una cattiva luce sul team di Maranello, attorno al quale gira sempre più la parola “dimissioni”, pronunciata all’indirizzo del team manager.

Lo scenario di Budapest si ripete ad Hockenheim: Rosberg conquista la pole ai danni di un Hamilton che non ha di meglio che darsi dell’incompetente, ma Nico scatta male al via e non solo perde la prima posizione, ma si vede scavalcato anche dalle due Red Bull.

Questo episodio caratterizza tutto il resto della corsa: Hamilton va in fuga e vince controllando gli avversari, mentre dietro a lui le Red Bull marcano a uomo Rosberg, differenziando le strategie, e facendo in modo che Nico sia sempre costretto ad inseguire.

Il tedesco non accetta di stare dietro, e al rientro dalla seconda sosta effettua una manovra scorretta ai danni di Verstappen: al tornantino effettua un tentativo di sorpasso costringendo l’olandese fuori pista. Inevitabile la penalità, anche se via radio Nico cerca di difendersi accampando scuse poco credibili di fronte alle immagini televisive.

I cinque secondi di penalità vengono scontati all’ultima sosta, e consentono alle Red Bull di mantenere entrambe le posizioni a podio alle spalle dell’imprendibile Hamilton, che allunga in classifica, portandosi a +19 da Rosberg.

Le bugie, o meglio, per essere corretti, le strane spiegazioni della Mercedes aggiungono un altro capitolo a quanto già visto e sentito nel corso degli anni.

Quando Nico Rosberg si ferma per scontare la suddetta penalità, resta fermo ben più dei cinque secondi imposti dal regolamento: prima che i meccanici tocchino la vettura passano quasi otto secondi. E regalare tre secondi nella Formula 1 moderna è quasi inspiegabile.

Toto Wolff afferma che la ragione dell’errore è da imputare…ad un cronometro manuale che non è partito.

È difficile da credere, visti gli strumenti a disposizione dei team, ed anche applicando un po’ di buon senso: la differenza tra cinque ed otto secondi la si nota anche senza un cronometro.

C’è la possibilità (o, a scelta, il sospetto) che la Mercedes abbia voluto tenere un po’ a freno Rosberg in modo che non si trovasse di nuovo a stretto contatto con Verstappen.

L’undercut fantasma

Episodio buffo nel GP d’Ungheria: dai box dicono via radio a Vettel, inquadrato dal camera car: “rientra, così facciamo l’undercut” (l’undercut è quella tattica che prevede di fermarsi in anticipo rispetto ad un diretto avversario, per poterlo “saltare” ai box).

Solo che Vettel, in quel momento, non ha davanti nessuno, anzi, il più diretto avversario ha otto secondi di vantaggio, ed infatti il tedesco chiede sbigottito: “ma l’undercut a chi?”.

Gli rispondono: “a Verstappen”, per l’appunto otto secondi davanti.

Seguono diversi secondi di imbarazzante silenzio, al quale si aggiunge una risposta del team altrettanto imbarazzante: “ok, resta in pista”.

Un grave indizio del caos che regna in Ferrari: gli ingegneri, con molti più dati a disposizione, dovrebbero aiutare il pilota con indicazioni precise e puntuali, e non farsi riprendere dallo stesso.

Per minimizzare l’accaduto, arriva ovviamente la correzione di tiro da parte di Vettel dopo la gara, ma purtroppo non è la prima volta che accade un episodio del genere. A Baku il team richiamò Vettel per una sosta, ma il tedesco si rifiutò, rispondendo: “siete sicuri? Il passo sembra buono…”; rimase in pista e fu la scelta giusta.

Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 44  Lewis Hamilton Mercedes 67 1:30’44.200
2 3  Daniel Ricciardo Red Bull/TAG Heuer 67 1:30’51.196 6.996
3 33  Max Verstappen Red Bull/TAG Heuer 67 1:30’57.613 13.413
4 6  Nico Rosberg Mercedes 67 1:31’00.045 15.845
5 5  Sebastian Vettel Ferrari 67 1:31’16.770 32.570
6 7  Kimi Räikkönen Ferrari 67 1:31’21.223 37.023
7 27  Nico Hülkenberg Force India/Mercedes 67 1:31’54.249 1’10.049
8 22  Jenson Button McLaren/Honda 66 1:30’52.170 1 Giro
9 77  Valtteri Bottas Williams/Mercedes 66 1:30’56.921 1 Giro
10 11  Sergio Pérez Force India/Mercedes 66 1:30’58.498 1 Giro
11 21  E.Gutiérrez Haas/Ferrari 66 1:31’05.195 1 Giro
12 14  Fernando Alonso McLaren/Honda 66 1:31’09.605 1 Giro
13 8  Romain Grosjean Haas/Ferrari 66 1:31’13.025 1 Giro
14 55  Carlos Sainz Toro Rosso/Ferrari 66 1:31’15.868 1 Giro
15 26  Daniil Kvyat Toro Rosso/Ferrari 66 1:31’18.366 1 Giro
16 20  Kevin Magnussen Renault 66 1:31’34.607 1 Giro
17 94  Pascal Wehrlein Manor/Mercedes 65 1:30’48.953 2 Giri
18 9  Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 65 1:30’57.841 2 Giri
19 30  Jolyon Palmer Renault 65 1:31’10.137 2 Giri
20 88  Rio Haryanto Manor/Mercedes 65 1:31’37.542 2 Giri
(20) 12  Felipe Nasr Sauber/Ferrari 57 1:20’14.877 Power Unit
(19) 19  Felipe Massa Williams/Mercedes 36 50’46.693 Incidente
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