Gp Belgio 2016, la cronaca essenziale

Il weekend del GP del Belgio è caratterizzato dalla scelta strategica della Mercedes di compensare la carenza di componenti a disposizione di Hamilton per concludere il mondiale.

Considerato che, prima o poi, l’inglese dovrà incorrere in una penalità per utilizzare delle parti nuove, il team tedesco utilizza ben tre motori nuovi nel weekend per Lewis. Questo lo costringe a partire dal fondo, ma con una scorta di componenti tale da guardare con ottimismo al finale di stagione.

Una buona posizione all’arrivo sembra compromessa per lui: Rosberg è tranquillamente in pole, e le preoccupazioni circa la durata delle gomme non gli consentono di ipotizzare una strategia aggressiva per recuperare.

Tutto cambia dopo il via: le Ferrari saltano Verstappen, ma non completano il buon lavoro alla prima curva. Vettel stringe Raikkonen, che si vede arrivare Verstappen all’interno. Vettel si gira indipendentemente dal successivo speronamento di Max, che con quasi tutta la vettura fuori pista, rovina sulla fiancata di Kimi.

Vettel rimane piantato in mezzo a La Source, mentre Raikkonen e Verstappen rinnovano il loro duello lungo il Kemmel, ma un pezzo dell’ala anteriore di Max si stacca, andando a forare la posteriore destra di Raikkonen, che non solo è costretto ad un giro a rilento, ma pure a fare i conti con un principio di incendio a causa di un detrito finito sotto la scocca.

Altri detriti causano forature nelle retrovie, la più spettacolare è quella di Sainz al secondo giro sul dritto del Kemmel: Carlos prova a proseguire con un po’ troppa foga, con il risultato di strappare il cerchione, che quindi va a distruggere l’ala posteriore, accartocciandosi sulla monoposto.

Fino a qui i problemi possono essere gestiti con la Virtual Safety Car, ma quando Magnussen esce di pista al Raidillon al quinto giro, sradicando il muro di gomme di protezione, la corsa viene prima neutralizzata, quindi interrotta. In questa fase Hamilton è già a ridosso dei primi cinque in classifica, con il vantaggio che tre delle vetture più competitive: le due Ferrari e Verstappen, sono condannate nelle retrovie.

Dopo la ripartenza la situazione si assesta rapidamente: Rosberg non ha rivali e passeggia, mettendo subito un cuscinetto tra sé e Ricciardo. Hamilton riesce a portarsi alle spalle del pilota Red Bull, ed i tre di testa, capitanati da Rosberg, procedono in quest’ordine fino al traguardo.

Il team Mercedes sceglie per Hamilton una strategia a due soste teoricamente sfavorevole, che non gli permette di catturare Ricciardo, ma nel dopogara Lewis difende questa decisione, dicendo che era preferibile non correre rischi.

Dietro a loro i duelli sono numerosi: Verstappen è di nuovo protagonista, perlopiù in negativo. In una manciata di occasioni, per non essere sorpassato, colpisce i suoi avversari, li stringe, oppure li accompagna fuori pista, senza che la direzione gara se ne occupi. Max non riuscirà comunque a conquistare posizioni di rilievo, fermandosi all’undicesima piazza finale.

Censurabile il suo atteggiamento, volto a negare qualsiasi responsabilità, addirittura autoassolvendosi in quanto, secondo lui, le Ferrari gli avevano rovinato la gara e doveva in qualche modo fargliela pagare.

Le Ferrari riescono a rimontare dal fondo fino alla sesta (Vettel) e nona (Raikkonen) posizione finale, lottando per tutta la gara con vetture di secondo piano quali le Williams, Haas e la McLaren di Alonso. Le Force India, grazie alle buone velocità di punta, sono fuori portata per le Rosse.

Hamilton contiene i danni: il suo margine nel mondiale è di nove punti, ed ora ha il vantaggio strategico dalla sua. Potrebbe essere Rosberg, prima o poi, a trovarsi a corto di componenti per le sue Power Unit.

Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 6  Nico Rosberg Mercedes 44 1:44’51.058
2 3  Daniel Ricciardo Red Bull/TAG Heuer 44 1:45’05.171 14.113
3 44  Lewis Hamilton Mercedes 44 1:45’18.692 27.634
4 27  Nico Hülkenberg Force India/Mercedes 44 1:45’26.965 35.907
5 11  Sergio Pérez Force India/Mercedes 44 1:45’31.718 40.660
6 5  Sebastian Vettel Ferrari 44 1:45’36.452 45.394
7 14  Fernando Alonso McLaren/Honda 44 1:45’50.503 59.445
8 77  Valtteri Bottas Williams/Mercedes 44 1:45’51.209 1’00.151
9 7  Kimi Räikkönen Ferrari 44 1:45’52.167 1’01.109
10 19  Felipe Massa Williams/Mercedes 44 1:45’56.931 1’05.873
11 33  Max Verstappen Red Bull/TAG Heuer 44 1:46’02.196 1’11.138
12 21  E.Gutiérrez Haas/Ferrari 44 1:46’04.935 1’13.877
13 8  Romain Grosjean Haas/Ferrari 44 1:46’07.532 1’16.474
14 26  Daniil Kvyat Toro Rosso/Ferrari 44 1:46’18.155 1’27.097
15 30  Jolyon Palmer Renault 44 1:46’24.223 1’33.165
16 31  Esteban Ocon Manor/Mercedes 43 1:45’02.381 1 Giro
17 12  Felipe Nasr Sauber/Ferrari 43 1:45’03.537 1 Giro
(8) 20  Kevin Magnussen Renault 5 10’09.440 Testacoda
(18) 9  Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 3 7’02.359 Cambio
(7) 55  Carlos Sainz Toro Rosso/Ferrari 1 2’05.072 Pneumatico
(20) 22  Jenson Button McLaren/Honda 1 2’21.859 Incidente
94  Pascal Wehrlein Manor/Mercedes 0 Incident
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