MotoGP Qatar 2017, la cronaca essenziale

Weekend difficile in Qatar: la pioggia ha tormentato i piloti, forzando l’annullamento delle qualifiche (griglia basata sulle libere, in pole Vinales) e minacciando addirittura la cancellazione della gara.

Per fortuna dopo un paio di rinvii si è riusciti a partire e subito il rookie Zarco è salito agli onori delle cronache, andando al comando dal quarto posto in griglia.

Il francese ha quindi provato ad allungare, ma ha esagerato: a terra dopo sei giri di gloria. Via libera a Dovizioso quindi, in quel momento inseguito da vicino da Marquez e Iannone.

Questi ultimi viaggiano vicini, troppo vicini, tanto che all’undicesimo giro il pilota Suzuki tocca leggermente il campione del mondo in carica, in piena curva, quanto basta per proiettarlo nella via di fuga.

Dovizioso rimane quindi con un leggero margine su Marquez, che viene raggiunto da Vinales, molto cauto nei primi giri. Il neoacquisto Yamaha si sbarazza senza difficoltà di un Marc in fase calante e va a riprendere Dovizioso, ben presto seguito da Rossi, che dall’inizio della gara sembra copiare le mosse di Vinales.

Gli ultimi sette giri sono una lotta senza quartiere tra Vinales e Dovizioso: il pilota Ducati ha una gomma più morbida al posteriore e per lui ad ogni giro le performance calano, ma nonostante tutto riesce a rimanere incollato a Maverick, che porta l’allungo decisivo solo all’ultimo giro.

Vince quindi Vinales, dietro a lui Dovizioso e terzo è Rossi, dal decimo posto in griglia. Quarto Marquez, staccatissimo, raggiunto nel finale da Pedrosa. Malissimo Lorenzo: 11° a venti secondi.

 Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 25  Maverick Viñales Yamaha 20 38’59.999
2 4  Andrea Dovizioso Ducati 20 39’00.460 0.461
3 46  Valentino Rossi Yamaha 20 39’01.927 1.928
4 93  Marc Márquez Honda 20 39’06.744 6.745
5 26  Dani Pedrosa Honda 20 39’07.127 7.128
6 41  Aleix Espargaró Aprilia 20 39’07.660 7.661
7 45  Scott Redding Ducati 20 39’09.781 9.782
8 43  Jack Miller Honda 20 39’14.485 14.486
9 42  Alex Rins Suzuki 20 39’14.787 14.788
10 94  Jonas Folger Yamaha 20 39’15.068 15.069
11 99  Jorge Lorenzo Ducati 20 39’20.515 20.516
12 76  Loris Baz Ducati 20 39’21.254 21.255
13 8  Héctor Barberá Ducati 20 39’28.827 28.828
14 17  Karel Abraham Ducati 20 39’29.122 29.123
15 53  Tito Rabat Honda 20 39’29.469 29.470
16 44  Pol Espargaró KTM 20 39’33.600 33.601
17 38  Bradley Smith KTM 20 39’39.703 39.704
18 22  Sam Lowes Aprilia 20 39’47.130 47.131
(10) 9  Danilo Petrucci Ducati 14 27’31.191 Ritiro
(3) 29  Andrea Iannone Suzuki 10 19’34.409 Ritiro
(6) 19  Álvaro Bautista Ducati 7 13’46.030 Ritiro
(1) 5  Johann Zarco Yamaha 6 11’44.661 Ritiro
(23) 35  Cal Crutchlow Honda 4 8’44.974 Ritiro
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GP d’Australia 2017, la cronaca essenziale

Un risveglio con una piacevole sorpresa: la Ferrari conferma che nei test era stata la più brava a nascondersi e che in un testa a testa con la Mercedes, per la prima volta nell’era Turbo/Ibrida, non sfigura.

Lo si era compreso nella prima parte di gara: Hamilton in testa, ma Vettel sempre alle calcagna. Quasi telefonato il sorpasso ai box, soprattutto dopo che Hamilton viene bloccato per diversi giri dietro a Verstappen.

Quello che stupisce veramente però è arrivato dopo: Hamilton non rimonta su Vettel, anzi, il tedesco mantiene agevolmente il vantaggio, fino alla dimostrazione di forza finale, il giro veloce a giochi fatti. Era uno “sfizio” che aveva negli anni d’oro in Red Bull, quando aveva la gara ampiamente in tasca. All’epoca lo richiamavano dai box perché non lo facesse, ma lui ignorava bellamente queste indicazioni.

Il giro veloce è poi stato ulteriormente migliorato da Raikkonen, opaco per tutto il resto della gara, ma la sostanza resta: con dieci secondi di vantaggio, Vettel invece di rallentare, gioca a fare il giro veloce, e la speranza per i tifosi Ferrari è che lo possa fare ancora molte volte quest’anno.

Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 5  Sebastian Vettel Ferrari 57 1:24’11.670
2 44  Lewis Hamilton Mercedes 57 1:24’21.645 9.975
3 77  Valtteri Bottas Mercedes 57 1:24’22.920 11.250
4 7  Kimi Räikkönen Ferrari 57 1:24’45.063 33.393
5 33  Max Verstappen Red Bull/TAG Heuer 57 1:24’40.497 28.827
6 19  Felipe Massa Williams/Mercedes 57 1:25’35.056 1’23.386
7 11  Sergio Pérez Force India/Mercedes 56 1 Giro
8 55  Carlos Sainz Toro Rosso/Renault 56 1 Giro
9 26  Daniil Kvyat Toro Rosso/Renault 56 1 Giro
10 31  Esteban Ocon Force India/Mercedes 56 1 Giro
11 27  Nico Hülkenberg Renault 56 1 Giro
12 36  A.Giovinazzi Sauber/Ferrari 55 2 Giri
13 2  S.Vandoorne McLaren/Honda 55 2 Giri
14  Fernando Alonso McLaren/Honda 50 Ritiro
20  Kevin Magnussen Haas/Ferrari 46 Ritiro
18  Lance Stroll Williams/Mercedes 40 Freni
3  Daniel Ricciardo Red Bull/TAG Heuer 25 Ritiro
9  Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 21 Ritiro
30  Jolyon Palmer Renault 15 Ritiro
8  Romain Grosjean Haas/Ferrari 13 Motore

Rea di nuovo dominatore, grave errore per Davies

Buriram 2017, gara 2: sole, caldo.

Melandri al via mantiene la testa della corsa dalla pole, mentre da dietro rinvengono in modo furibondo Davies e Rea. Davies è impaziente, ed al terzo giro, per attaccare il compagno di squadra, finisce lunghissimo alla curva 3 e scivola.

Una manna per Rea, che al giro successivo passa Melandri e comincia ad allungare: la gara però viene interrotta subito dopo (6° giro) per una perdita d’olio che mette KO Savadori. E’ una buona notizia per Davies, che era ripartito staccatissimo dopo la caduta.

Al secondo via Rea deve controllare per un paio di giri Melandri, quindi comincia a viaggiare costantemente sul 33.7-33.8, facendo il vuoto: dietro a lui il pilota Ducati di rado riesce a scendere sotto il 34, con Sykes che, a poco a poco gli si avvicina.

Come in gara 1, Sykes passa Melandri all’ultima curva dell’ultimo giro, per conquistare la seconda posizione. Davies riesce a rimontare fino al sesto posto, contenendo i danni del suo errore.

 Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 1  Jonathan Rea Kawasaki 16 25’02.029
2 66  Tom Sykes Kawasaki 16 25’06.107 4.078
3 33  Marco Melandri Ducati 16 25’06.224 4.195
4 22  Alex Lowes Yamaha 16 25’12.034 10.005
5 81  Jordi Torres BMW 16 25’16.762 14.733
6 7  Chaz Davies Ducati 16 25’19.001 16.972
7 69  Nicky Hayden Honda 16 25’22.572 20.543
8 12  Javier Fores Ducati 16 25’26.312 24.283
9 40  Román Ramos Kawasaki 16 25’26.893 24.864
10 21  M.Reiterberger BMW 16 25’28.037 26.008
11 15  Alex de Angelis Kawasaki 16 25’29.628 27.599
12 84  Riccardo Russo Yamaha 16 25’36.829 34.800
13 37  Ondrej Ježek Kawasaki 16 25’49.119 47.090
14 86  Ayrton Badovini Kawasaki 16 25’49.724 47.695
15 50  Eugene Laverty Aprilia 16 26’23.945 1’21.916
(8) 2  Leon Camier MV Agusta 10 15’50.788 Ritiro
(17) 88  R.Krummenacher Kawasaki 5 8’21.165 Ritiro
(18) 6  Stefan Bradl Honda 5 8’52.431 Ritiro
60  M.van der Mark Yamaha 0 Non partito
32  Lorenzo Savadori Aprilia 0 Non partito

Buriram Gara 1: Rea domina

Nessuna speranza per i rivali di Rea, che mantiene il comando al via: alla prima curva Melandri riesce ad insediarsi in seconda posizione, e rimane in contatto con il campione del mondo per i primi sei giri, dopodiché Johnny fa registrare il giro veloce e rimane da solo. Melandri commette un’errore al 12° passaggio, perdendo un secondo e mezzo: Davies si porta subito alle sue spalle e lo passa al 14° giro. A questo punto Rea è già irraggiungibile e continua ad aumentare il suo vantaggio. Davies non ha problemi a mantenere la seconda posizione, mentre Melandri viene raggiunto e passato da Sykes…all’ultima curva dell’ultimo giro.

 Cla   N°   Pilota   Vettura / Motore   Giri   Tempo   Distacco/Ritiro 
1 1  Jonathan Rea Kawasaki 20 31’16.125
2 7  Chaz Davies Ducati 20 31’22.404 6.279
3 66  Tom Sykes Kawasaki 20 31’24.290 8.165
4 33  Marco Melandri Ducati 20 31’24.364 8.239
5 60  M.van der Mark Yamaha 20 31’27.509 11.384
6 22  Alex Lowes Yamaha 20 31’30.987 14.862
7 81  Jordi Torres BMW 20 31’42.160 26.035
8 2  Leon Camier MV Agusta 20 31’47.880 31.755
9 69  Nicky Hayden Honda 20 31’49.430 33.305
10 6  Stefan Bradl Honda 20 31’51.333 35.208
11 12  Javier Fores Ducati 20 31’51.553 35.428
12 88  R.Krummenacher Kawasaki 20 31’54.990 38.865
13 32  Lorenzo Savadori Aprilia 20 31’55.994 39.869
14 21  M.Reiterberger BMW 20 31’56.265 40.140
15 40  Román Ramos Kawasaki 20 32’03.532 47.407
16 15  Alex de Angelis Kawasaki 20 32’13.328 57.203
17 84  Riccardo Russo Yamaha 20 32’17.121 1’00.996
18 37  Ondrej Ježek Kawasaki 20 32’21.455 1’05.330
(7) 50  Eugene Laverty Aprilia 19 30’04.249 Ritiro
(19) 86  Ayrton Badovini Kawasaki 6 9’43.909 Ritiro

Bilancio del secondo test di Barcellona

La Ferrari può cominciare a crederci: hanno messo a segno i due tempi più veloci di questa seconda settimana e, in alcuni casi, hanno pure rallentato vistosamente nell’ultimo settore per mascherare il potenziale della vettura.

Per quanto la Mercedes possa nascondersi, il clima non è quello dell’anno scorso: erano sicuri di sè, non azzardavano nulla, invece quest’anno, oltre a non aver mai messo a segno tempi inarrivabili, sembrano seriamente preoccupati. Da Lauda che afferma: “alcuni sviluppi non hanno ottenuto i risultati sperati”, ad Hamilton che indica la Ferrari come favorita a Melbourne. Insomma: non può essere tutta pretattica. O perlomeno, è obbligatorio sperare che non lo sia, perché l’alternativa è l’ennesimo campionato a due delle frecce d’argento.

Dietro a questi due team, c’è una Red Bull in difficoltà: sembrano a rischio riassorbimento verso centro gruppo, ma visto il pedigree del team, è più verosimile prevedere un inizio stagione in sordina ed un progresso costante, mentre gli altri team del suddetto “centro gruppo” in genere durante l’anno scivolano sempre più indietro rispetto al vertice.

Al solito tralasciamo il centro gruppo, per andare direttamente in fondo, dove la McLaren/Honda è sempre più la barzelletta del circus: rompono di tutto e di più con una frequenza impressionante ed Alonso è già lanciatissimo con la sua ironia. Gli hanno chiesto: “prendi la curva 3 in pieno?”. La risposta: “con questa macchina prendo praticamente tutte le curve in pieno…”