MotoTristezza

Che batosta ieri per la MotoGP.

Stoner annuncia il suo ritiro dicendo apertamente che non si diverte più e che il campionato sta facendo passi indietro. Certo, l’avesse detto qualsiasi altro pilota, Rossi compreso, in questo momento avrebbe fatto meno sensazione, ma il campione del mondo, appena ventiseienne…

Certo, non sono in molti a stupirsi: si era già capito da tempo che a livello mentale Stoner era molto precario, ma andarsene così, sbattendo la porta, fa riflettere su cosa lascia alle sue spalle.

Lo spettacolo se n’è andato da tempo, questo lo sanno tutti e, a detta di Stoner, lo dicono in troppi, ma al di là delle gare, il panorama umano è veramente desolante.

A cominciare da Stoner, che ha sempre trasmesso la simpatia di un Telex appena bagnato da qualche goccia di sudore, ma anche i suoi colleghi non sono da meno.

La mia antipatia per Lorenzo è nota, ma colgo l’occasione ancora una volta per ricordare come il chiassoso cialtrone spagnolo sia stato riveduto e corretto dallo psicologo, rendendolo mite ed allineato: avete presente Jack Nicholson prima e dopo la lobotomia in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”? Uguale, solo un po’ meno spettinato e con un pizz.

Il suo connazionale Pedrosa non è da meglio: vessato dal padre da piccolo, ha sicuramente acquisito (a forza di legnate?) una buona educazione, ma trasuda l’entusiasmo di un water intasato.

Di Rossi si è detto tutto: con la Ducati è stato anche lui pervaso dalla tristezza e nella sua valle di lacrime si può accomunare a Ben Spies, stellare in Superbike quanto risibile in MotoGP.

Il tutto è accompagnato da una schiera di trombati e giovani speranze in sella a dei motocessi: siano essi finte ufficiali o CRT.

Le CRT, che invenzione orribile: bastarde per definizione, mezze MotoGP, mezze Superbike, senza avere la dignità di nessuna delle due. Perchè se a me fa un certo effetto la sigla CBR 1000RR Fireblade, la sigla FTR/Honda mi sa di panino rimasticato ed ammuffito.

Che affarone per Sky: 17 milioni di Euro per questa roba. Su Ebay avrebbero trovato di meglio e speso meno.

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Valentino, che pena!

Non lo dico con ironia, ma con profondo dispiacere: è una pena vedere Valentino Rossi correre (eufemismo) gare come quella di ieri sera. Ultimo in qualifica e praticamente ultimo in gara, non rende giustizia al campione che è stato, continuare così non ha senso.

Purtroppo Valentino è incappato in una scelta nella sua carriera che è risultata più grande di lui, ed ora ne sta pagando care le conseguenze.

Passato in 500 con la ottima Honda, è approdato alla mediocre Yamaha, facendola vincere subito, quando è andato in Ducati tutti si aspettavano che facesse lo stesso, invece… Anche perchè l’equazione agli occhi dei più è semplice: Stoner ha vinto con la Ducati, lui no, Stoner passa in Honda e vince.

Ovviamente la questione è più complessa e lungi da me il solo pensare che la carriera di Stoner possa essere paragonata a quella di Valentino, ma la gente ha la memoria corta e tende a ricordare solo quello che ha davanti agli occhi, o poco più.

Ieri sera sembrava che Rossi se ne fosse andato dal circuito, tanto che nel dopogara non lo trovavano, ma quasi sul finire della trasmissione di Cereghini & Co., eccolo che appare. Mi sarei aspettato le solite battutine e sdrammatizzazioni che lo caratterizzano, invece no: ci è andato giù duro, nei limiti che il “protocollo di corte” attuale permette.

Ha detto senza mezzi termini che la moto non gli piace, non riesce a farla andare, che aveva anche pensato di ritirarsi dalla gara e che, comunque, la motivazione è sotto i tacchi, perchè non è abituato a lottare per obiettivi così modesti. Ha aggiunto che ha finito la speranza, l’anno scorso.

Ducati avrebbe quanto basta per metterlo alla porta, chissà. Io ovviamente sogno un suo approdo in Superbike, ma è praticamente impossibile, vuoi perchè lui ha sempre disprezzato la categoria, vuoi perchè (immagino) deve qualcosa alla Dorna, che in passato gli ha fatto non pochi favori; fatto sta che così ci perdono tutti.

La Ducati difficilmente si scrollerà di dosso la fama di pessima moto inguidabile, Rossi ha la carriera e reputazione fortemente compromessa, e la MotoGP in Italia (e non solo) interesserà sempre a meno persone.