Gp del Bahrain 2017 – La cronaca essenziale

Vettel mostra una forma straordinaria nel GP del Bahrain: già al via riesce a sopravanzare Hamilton, piazzandosi alle spalle di Bottas, quindi insegue il finlandese da vicino, fino a quando decide di entrare ai box presto (“undercut”) per saltarlo con il passo gara. Continua a leggere

Il problema del muretto Ferrari e alcune considerazioni su Alonso

Cominciamo dalle cose ovvie: la Safety Car (e quindi per definizione la direzione gara) ha seriamente inficiato il risultato finale del GP d’Europa, ha consegnato la gara a Sebastian Vettel, e in particolare ha colpito la gara delle Ferrari. Nessun dubbio su questo.

Secondariamente, l’attenzione si è posata sul tempismo (o mancanza dello stesso) da parte della direzione gara e sulla correttezza delle penalizzazioni che sono state comminate. In particolare, se la penalizzazione di Lewis Hamilton appare congrua perché di solito la prima infrazione in pista viene punita con un drive-through, i tempi di applicazione hanno suscitato “scandalo” perché il ritardo con cui è stata comminata ha fatto sì che il pilota McLaren riuscisse a mantenere la posizione complice il caso fortuito che il gruppo era bloccato da una Sauber più lenta in un circuito cittadino in cui sorpassare era praticamente impossibile. A maggior ragione la penalizzazione per i nove piloti colpevoli di essere tornati ai box troppo rapidamente in regime di SC è arrivata solo dopo la fine della gara, rendendo impossibile il DT (che sarebbe rimasto all’interno della dinamica della corsa) e applicando una penalizzazione di soli 5 secondi contro i 20 che spesso si usano come alternativa al DT stesso. Si tratta di critiche molto sensate all’operato della direzione gara, che non ha brillato (eufemismo).

Ci sono però alcune cose che non mi tornano, ovvero che forniscono spunti di riflessione. La prima è la reazione quasi isterica della Ferrari a tutta la faccenda già durante la corsa, quando in effetti si è trattato di uno dei molti accadimenti storti che capitano in una stagione di Gran Premi.
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Usare la safety car senza ingiustizie sarebbe possibile

Immaginate di mettervi alla televisione per guardare una maratona. Gli atleti partono e percorrono una decina di chilometri, nei quali i primi rifilano diversi minuti agli ultimi, che se la prendono comoda fermandosi a mangiare e bere. La gara viene poi neutralizzata e tutti vengono fatti ripartire senza tenere conto dei distacchi accumulati e quelli che si sono rifocillati vanno a vincere.

Vi sembra giusto? Continua a leggere